Lucidatura a tampone

Lucidatura a tampone
La vernice cosiddetta a tampone è una vernice molto semplice. Non è una vernice oleoresinosa, non è composta cioè da un olio, una resina e un solvente. Si tratta di una vernice alcolica: una soluzione di alcool a 95 o 99 cui viene aggiunta una resina, nel nostro caso la gommalacca.

Questa vernice può essere usata a pennello per creare dei fondi, delle basi, di vernice con funzione di turapori. A questi fondi può seguire una finitura a cera o encaustico. Questa tecnica di verniciatura è adatta per mobili molto rustici che non richiedono una finitura brillante.

I migliori risultati con questa vernice si ottengono però con l'utilizzo del tampone. Tecnica apparsa in Francia, secondo alcuni autori, nella seconda metà del 700, e perfezionata nei primi decenni dell'800.

Permette di applicare la vernice in modo da riempire tutti i pori del legno in maniera uniforme e profonda, creando lucidature senza spessore ma molto resistenti e dall'effetto estetico ineguagliabile.

Questa tecnica di lucidatura rimarrà il miglior sistema di lucidatura fino ai primi anni del 900, quando le prime vernici sintetiche, nitrocellulosiche, sostituiranno la gommalacca. La lucidatura a spruzzo sostituirà poi definitivamente quella a tampone, più laboriosa e con tempi di attesa tra una mano e l'altra più lunghi e quindi più costosa.

La lucidatura a gommalacca a tampone si è mantenuta nel restauro e nella lucidatura dei mobili antichi o nel recupero degli interni di imbarcazioni d'epoca. Questo sia per motivi di compatibilità dei prodotti usati nel restauro sia per la qualità della lucidatura mai raggiunta da nessuna lucidatura moderna.

I segreti di questa antica tecnica sono rimasti, per decenni, chiusi all'interno di polverose botteghe di restauro. Arte e conoscenza portate avanti da appassionati lucidatori che hanno potuto così tramandare, a noi, questa tecnica quasi dimenticata.

Il riscoprirla ed il praticarla ci consente di continuare una tradizione che affonda le sue radici in secoli dove il lavoro artigiano era elevato al ruolo di arte.

Autore / Fonte: staff Randolfi

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