TARLI E MOLTO ALTRO: VIAGGIO ALLA SCOPERTA DEI PARASSITI DEL LEGNO  

Se vediamo un mobile di legno danneggiato sappiamo già chi è il responsabile: un tarlo! Ma in realtà gli insetti che possono rovinare il legno sono tanti e lo stesso mondo dei tarli è molto complesso. Perché ve lo stiamo dicendo?

Solo conoscendo bene le tipologie di animaletti che possono infestare oggetti e strutture lignee possiamo usare le armi giuste per agire in tempo o, se non altro, per debellarli.

Innanzitutto, abbiamo gli Anobidi, coleotteri piccoli in grado di sopravvivere molto tempo nello strato più superficiale del legno. I danni causati da questi insettini, quindi, sono tra i più visibili e possono compromettere per esempio le decorazioni di un antico mobile o le travi di una abitazione storica. Il più comune “membro” di questa famiglia è il tarlo dei mobili, che crea il classico foro di sfarfallamento.

Questi animaletti scuri prediligono il legno delle conifere o delle latifoglie, specialmente se molto antico o stagionato. Il periodo in cui tendono a manifestarsi è quello primaverile, ma attenti! Nei mesi successivi si schiudono le uova che hanno deposto durante l’estate.

Ci sono poi i Cerambicidi, i più grossi e arrivano addirittura a 3 cm. Anche le gallerie scavate da loro sono più grandi e quindi possono seriamente danneggiare la struttura di un mobile compromettendone la stabilità.

Il capricorno delle case è il più illustre cerambicide: depone moltissime uova e, a differenza degli altri tarli, vive a lungo, anche 8 anni. Agendo molto in profondità i danni non sono subito visibili, col rischio però di notarli quando è troppo tardi.

Gli Isotteri invece sono più piccoli e hanno un colore più chiaro. Gli individui che popolano la colonia arrivano addirittura a essere 2000 e tendono a infestare soprattutto le travi. Attenzione a monitorarle, potrebbero esserci dei crolli improvvisi a causa della erosione interna continua.

Ma anche le formiche possono aggredire il legno. Gli Imenotteri formicidi tendono ad attaccare direttamente le piante vive, sopravvivendo poi anche nel legno lavorato (come travi, finestre, pavimenti). Si dividono tra formiche acrobate e carpentiere, entrambe voraci ma le prime più attive di giorno, le seconde più attive di notte.

E poi oltre tutti gli insetti ci possono essere anche i funghi a compromettere manufatti e strutture lignee. Insomma, dovete avere gli occhi ben aperti, stare attenti a ogni piccolo indizio che i parassiti possono lasciare, monitorare costantemente il legno, valutare il suo stato di salute e rivolgervi a un team di esperti.

Noi del centro Randolfi siamo pronti a seguirvi e ascoltare le vostre richieste!

Autore / Fonte: Staff Michelangelo Randolfi

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